PRESENTI/ASSENTI

“MY IDEA OF PORTRAITURE
CAME FROM DISSATISFACTION
WHIT PORTRAITS THAT
RESEMBLED PEOPLE.
I WOULD WISH MY PORTRAITS
TO BE OF PEOPLE,
NOT LIKETHEM.

Lucian Freud

PRESENTI/ASSENTI 2014. Personaggi vari – 16pz 40x30cm  (collezione privata) 

Volti di poeti, scrittori, artisti, musicisti, attori, registi, politici, scienziati e filosofi si offrono allo sguardo come i protagonisti di una mitologia quotidiana, rispettosa eppure desacralizzante, in una volontaria commistione tra comunicazione di massa e problematiche artistiche.
I ritratti di  San Tommaso e Giovenale ad Aquino sono l’epilogo occasionale – non ancora risolutivamente completo – di un percorso recente, ultimo e più meditato approdo di un dire che ha nel prologo ben altre premonizioni.

SAN TOMMASO 2025. Gesso, resina, colla, quarzo su intonaco, 550×550 cm. Piazza del Municipio, Aquino (FR)

GIOVENALE 2025. Gesso, resina, colla, quarzo su intonaco, 550×550 cm. Piazza del Municipio, Aquino (FR)

Nell’opera che Cufrini dedica a Daniele Paris, per farne patrimonio di memoria dell’Istituzione da lui fortissimamente voluta, l’evidenziato carattere della campitura muta in una più intima e plastica stesura. L’opera “penetra” lo spazio, se ne fa figliolanza duratura, matrice di memoria destinata al divenire. Quasi incastonata tra le mura, nel rifiato, nell’ascolto.

PARIS 2022. Gesso, resina, colla, quarzo su intonaco, 600x600cm. Conservatorio di Musica, Frosinone (particolare)

Come affermato dal presidente del Conservatorio Alberto Gualdini, “Cufrini, con il suo scavare ed aggiungere alla parete e con i suoi chiaro scuri di toni monocromatici, è riuscito a creare e a rappresentare una stretta appartenenza, quasi simbiotica, del Maestro con il suo Conservatorio”

PARIS fasi lavorative e particolari

Il “ritratto” si fa nel frattempo catena testimoniale: come quello di Paris nel suo conservatorio lo sono quelli di Nino Manfredi nel microcosmo fortificato dell’antica stirpe dei Volsci; Marcello Mastroianni nella sua terra di creste e crateri; lo è quello di Fabrizio De André in una Genova orfana e sperduta.
Tutti ospitati nei rispettivi luoghi d’origine in un percorso intensamente suggestivo che colleziona e fonde gli elementi peculiari e iconografici di questi autori.

MANFREDI  Scorcio di Castro dei Volsci e testo della canzone inserito nel ritratto di Manfredi.

Il ritratto che Cufrini ha “concesso” alla Terra dei Volsci è di certo un frammento iconografico ma al contempo indizio di correlazioni altre.
A ben guardare la campitura si muove sulla direttrice muraria allargandosi come naturale trapezio per forme e slanci, per un adattamento naturale affinché la pietra faccia da deduzione e da conforto.
L’immagine appare diluita allo sguardo offerto a breve distanza per ridisegnarsi poi in un “luminamento” dettato dal distacco.
Eccolo il viso che si abbuia (e fatalmente rischiara) sul piano. Sono le traiettorie dell’occhio – quella mistura di irragionevoli “messe a fuoco” – a creare le trasparenze e la scintillanza.
Questa opera di Cufrini, che risana oltremodo la pietraia levigata, mi appare all’improvviso come una enorme meridiana i cui segnali orari – e secolari – dettano il ticchettio e lo stordimento, risalendo – o inabissando di volta in volta – la bocca, il naso, l’occhio sbalordito, la chioma guerriera.

MANFREDI 2021. Gesso, resina, colla, quarzo, cemento, ferro, 250x350cm. Largo Manfredi, Castro dei Volsci (vista del largo e particolare)

Procedendo per processi espressivi indirizzati ad un personale “universo figurativo” capace di rimarcare la comunanza di un destino indissolubile – la Storia e il Luogo – Cufrini ha posto in essere, negli ultimi anni, con la sua inedita “grafia” pittorica, una serie di ritratti celebri che sembrano definire un accurato rapporto tra il genius loci e l’immagine esibita. Le “anime” dei personaggi ritratti rivivranno plasticamente (sulle pareti originarie della propria esistenza) una dimensione attraente, a metà strada tra la “costruzione iconografica” e quella prepotentemente immaginifica. Suggerendo oltremodo un percorso pittorico-letterario capace di ridefinire storie, istanti, indizi e sguardi che non possiamo assolutamente ignorare.

MASTROIANNI 2020. Gesso, resina, colla, quarzo su cemento, 350x330cm. Piazza Trento, Fontana Liri

L’opera di Cufrini è capace di mutare visivamente le architetture preesistenti restituendo ai luoghi (talvolta alle macerie degli stessi) una nuova ipotesi spaziale, un inedito percorso citazionistico. Quello che Cufrini intende e avvalora quale ricerca di una idea iconografica capace, più dell’immagine stessa, di produrre una sorta di tensione evolutiva che sia testimonianza, presenza lirica, teorema di un inedito divenire… vuole essere testimonianza lieve eppure indispensabile, ovvero di essere traghettatore consapevole di culture allo sbando, archeologo e visionario, scopritore e inventore.

DE ANDRE’ 2019. Gesso, resina, colla, quarzo su intonaco, 165x350cm. Giardini Luzzati, Genova (particolari, fasi lavorative e lettere che compongono la frase inserita nel ritratto).

Il ritratto – a questo punto declinerei al plurale la varietà di presenze analoghe – è una perscrutabile stazione di sosta; ovvero l’esito di molteplici riassunti: territoriali, storici, espressivi. Minuscoli distretti di percezione dislocati come essenze (e sostanze) di un disegno più ampio. Non è un caso, allora, che dal suo prologo ad oggi, il lavoro di Cufrini imbandisca una fibra sottile ma consistente che tenga fede – come percorso inarrestabile – ad un preciso intento narrativo all’interno del quale le anime dell’esistenza-presenza e della mancanza-assenza sono direttrici innegabili o, meglio ancora, terra feconda di incontro e di conflitto.

MONTALCINI 2013. Smalto e gesso su legno, 150x120cm (collezione privata) e progetto murales. 

Il lavoro di Cufrini è un vero e proprio resoconto narrativo affidato non esclusivamente al segno, che redime ed evidenzia, che propone e ribadisce.
Lui, l’artista, tra una indefinita ressa di lettere sceglie le vocali e le consonanti che si fanno, d’improvviso, segno – e tono – marcato, talvolta sbiadito per restituire all’opera una conformità che non è più – non è soltanto – predominanza identitaria, piuttosto teoria di umori, di aliti, di manomissioni, di profonda emozionalità.

BURNS 2022. Smalto e gesso su legno, 120x120cm (collezione privata) e progetto murales.

La “scrittura grafica” di Cufrini aiuta pertanto ad una decodificazione dell’immagine assai più articolata e complessa perché attribuisce ad essa – all’immagina – quella che mi piace suggerire come temperatura grammaticale ovvero una gradazione di ombre e bagliori che sono storia remota, liturgia del dire e dell’ascolto, riflessione.

MASTROIANNI 2013. Smalto e gesso su legno, 152x125cm (collezione privata)

Come sottolineato in un puntuale scritto di Loredana Rea, “sono i simulacri di un tempo senza più tempo, scelti per esemplificare il significato di una presenza differente, che rischia di essere sopraffatta dalla noncuranza. Personaggi effigiati si susseguono con l’intento di recuperare la flagranza della loro vita e il significato delle loro scelte comportamentali, sempre fuori dai modelli imposti dalla società”.

PICASSO 2012. Smalto e gesso su legno, 120x120cm (collezione privata)

Credo che un artista sia tale laddove colga la “sostanza” del proprio intervallo sociale e su di esso apparecchi la proiezione immaginifica del proprio “sentire”, legge la contemporaneità come tempo di confine e pertanto privo di sollievi o di solide persuasioni su ciò che è, su ciò che sarà.

EINSTEIN 2014. Smalto e gesso su legno, 120x120cm (collezione privata)

Da qui la necessità, prosegue Loredana Rea, di comporre “una sorta di galleria della memoria, in cui le icone della contemporaneità, nutrite dalla persistenza e dall’ammirazione, si susseguono”.

FRIDA 2023. Smalto e gesso su legno, 150x125cm

Ma non è questo un gettar le armi o un indugio nel pantano del remoto, piuttosto la consapevolezza – rara – di repertare il tempo dei padri – ultima frontiera di evidenze – affinché nulla di ciò sia annullato da un sentire comune (quello attuale) disabituato allo “sguardo degli altri” e piuttosto incline al seppellimento del cuore.

HITCHCOCK – CHAPLIN – JOBS – DALì  2013. Smalto e gesso su legno, 150x125cm (collezioni private)

MODIGLIANI 2023. Smalto su tela, 170x130cm.  TENCO – RUSSEL – HERZOG – PAVESE – BREL – CAMUS – KAFKA – BEYUS – DE SICA – BENEDETTI MICHELANGELI – P.P.P. – SATIE  2021. Smalto su tela 12 elementi 50x50cm. Esposizione 2022 Castro dei Volsci

Eccola la testimonianza di Cufrini, capace di riannodare radici e vuoti incolmabili, di recuperare brandelli e farne Storia, ovvero presupposto di un nuovo ascolto.

EINSTEIN 2018. Emulsione acida su ferro, 50x50cm (collezione privata)

EINSTEIN 2017. Smalto su legno, 60x60cm (collezione privata)

WARHOL e BASQUIAT 2018. Smalto su tela, 12pz 40x30cm (collezione privata)

E in questa latitanza di convincimenti finanche l’arte può riaffermarsi sotto vesti insolite, come sostegno periferico o come svuotata anch’essa di equilibri cromatici.
Basta un bianco incommensurabile o il nero della notte per fermare il tempo vicino affinché nessuno lo disperda.

KAFKA 2024. Pasta, acrilico, smalto e carta su legno, 70x50cm

La presenza in fondo è proprio nella scrittura – tenue, lieve, mai urlata – di un’assenza che è comunque crocevia del ripensamento e pertanto di una obbligatoria riflessione.

TENCO 2015. Smalto e acrilico su legno, 150x120cm (collezione privata) – DALì 2023. Smalto e acrilico su tela, 40x40cm (collezione privata)

Come a dire che meno “amplificato” è il racconto (privo di scorciatoie estetiche, di acrobazie formali, di grida) più intima e diretta è la notizia. Mi pare che Cufrini segua questa andatura.

Rocco Zani

P.P.P. 2022. Smalto e acrilico su tela, 30x20cm – AGRIPPA 2021. Tecnica mista su cemento, 45x35cm – FELLINI 2018. Smalto e acrilico su legno, 60x50cm – STOCKHAUSEN 2019. Smalto su carta e legno, 50x40cm (collezioni private)

FREUD 2016. Smalto su muro – 2018. Emulsione acida su ferro, 30x30cm (collezione privata)

PARMENIDE 2024. Tecnica mista su legno, 170x90cm – progetto installativo

AGRIPPINA 2024. Smalto e acrilico su yuta, 150x100cm – PARMENIDE 2024. Smalto su carta, 2pz 20x15cm –   progetto installativo